Aumento delle Emissioni Elettromagnetiche

Gli operatori delle telecomunicazioni italiani possono ora aumentare le emissioni elettromagnetiche. Dopo circa 21 anni, l'Italia ha introdotto modifiche attraverso il Decreto Legislativo Concorrenza, diventato legge 214/2023, aumentando la soglia da 6 V/m a 15 V/m (volt per metro).

Gli operatori hanno richiesto questa rivalutazione dal 2003 per migliorare l'efficienza della rete e ridurre le spese di rollout dell'infrastruttura. Gli utenti chiedono una maggiore copertura in città e aree rurali, ma rimangono domande sui costi per la salute e l'ambiente.

Maggiori Emissioni Elettromagnetiche: c'è da preoccuparsi?

Anche se il tetto delle emissioni è più che raddoppiato, "il valore massimo stabilito è ancora inferiore ai limiti europei di 61 volt/metro (come definito dall'ICNIRP)". La soglia italiana rimane 4 volte inferiore agli standard europei.

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy indica che questo aggiustamento persegue un'equa distribuzione dello spettro elettromagnetico. L'ICNIRP è un'organizzazione non governativa indipendente riconosciuta dall'OMS, composta da tecnici esperti che ricercano i potenziali effetti negativi dell'esposizione a radiazioni non ionizzanti.

Perché l'incremento dei limiti elettromagnetici è importante per le reti

I limiti elettromagnetici aumentati servono come "un catalizzatore importante" per lo sviluppo nazionale e consentono "l'implementazione e lo sviluppo successivo delle reti mobili italiane". Le celle ad alta potenza forniscono una copertura territoriale più ampia.

Gli operatori, di fronte a un calo di ricavi del 45,7% tra il 2008 e il 2021, possono sviluppare reti con meno antenne. Oltre il 62% dei siti di antenne urbane non può essere migliorato per il 5G, con un costo di circa 1,5 miliardi di euro per operatore, rendendo la copertura aumentata altamente vantaggiosa.